Fu Vescovo di Narni dal 536 al 558. Il Papa San Gregorio nei “Dialoghi” e nelle “Omelie” parla della sua vita e della sua santità. Sappiamo che era sposato a Fausta che egli chiamava “consors dulcissima vitae” e che morì alcuni anni prima di lui.
Resse la Chiesa di Narni durante le invasioni barbariche, si adoperò per ammansire la furia degli invasori, affrontò personalmente il re Totila che aveva distrutto Terni e Carsulae ottenendo che la città di Narni fosse risparmiata.
Si narra che morì attorniato da tutti i suoi presbiteri. Il suo culto è molto vivo fin dall’alto medioevo; è considerato patrono di Narni congiuntamente a San Giovenale, Vescovo proveniente dall’Africa.
Le sue reliquie furono trafugate nell’850 e portate nella Basilica di San Frediano in Lucca. Nel 1676 una parte di esse fu restituita alla città di Narni e di nuovo riposte nel Sacello, all’interno della Cattedrale, ove era stato sepolto.
Un’antica epigrafe con una bella iscrizione metrica risalente al VI secolo (30 giugno 558), posta all’interno dell’antico Sacello, glorifica il Santo e sua moglie.
Centro di studi storici di Narni, 2025, Le chiese sparite di Narni Le città che si trovarono a vivere il passaggio dall'Antichità al Medioevo furono tutte protagoniste di una serie di incredibili avventure, fatte di trasformazioni religiose, sociali e linguistiche, di scontri e incontri con i nuovi popoli delle migrazioni, di distruzione da parte degli eserciti e di ricostruzione grazie alle nuove classi dirigenti, bizantine e germaniche. Il paesaggio urbano inevitabilmente iniziava a cambiare, arrivarono le chiese, i monasteri e gli oratori ad occupare parti delle proprietà private e, in seguito, degli edifici di carattere pubblico. Nei secoli V e VI l’impianto urbanistico delle città venne ridefinito e i protagonisti di questi cambiamenti furono i provvedimenti imperiali di Anastasio I (491-518) e di Giustiniano (527-565). Il primo sostituì ai curatores civitatis i vescovi, affidando loro la costruzione di nuove cinte murarie e la relativa responsabilità della manutenzione. Giustiniano con la costituzione del 530 pose i vescovi a capo dell'amministrazione finanziaria della città, demandando loro il controllo delle spese relative ai lavori pubblici. Era la presenza della sede vescovile che donava la dignità di civitas ad un insediamento, al di là della sua consistenza e dello stato delle sue strutture materiali e "sicurezza" era la parola d’ordine di ogni vescovo. Non venne tradita l’antica sacralità, venne potenziata dalle dediche delle porte a martiri i cui sepolcri erano ubicati lungo le vie di accesso, a santi militari agli angeli. A volte le sepolture erano nelle mura stesse. Cassio è un vescovo di questo tempo.
La sua festa si celebra liturgicamente il 4 di luglio