Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, San Giovenale, 1474-1476, tempera su tavola.
Sul penultimo pilastro a destra si può osservare una tavola a tempera del senese Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta; la tempera (1474-76) raffigura San Giovenale.
L’opera faceva parte di una pala più ampia comprensiva di uno scomparto raffigurante San Cassio vescovo, proveniente dalla perduta chiesa confraternale di Sant’Antonio Abate per la quale il Vecchietta realizzò la statua del titolare nel 1475. A causa del rinnovamento decorativo del luogo di provenienza, che coincise con il Giubileo del 1700, i due dipinti vennero trasferiti in Cattedrale ma solo il pannello con San Giovenale fu esposto sulla navata destra tradizionalmente adibita al pellegrinaggio dei fedeli che si recavano a visitare il sacellum memoriae. [...]. Il recente restauro propone una lettura filologica dell’opera attraverso la ricostruzione del pannello mancante affiancato dalle parastre originarie. Non possedendo alcun elemento iconografico del perduto San Cassio, se non quelli tratti da opere coeve, si è pensato di fissare la sagoma speculare di un vescovo generico dotato di mitria e pastorale alloggiato entro una finta nicchia del tutto simile a quella che fa da sfondo al San Giovenale. Per maggior chiarezza di lettura è stato aggiunto anche il nome del personaggio dipinto mediante l’uso di caratteri capitali latini. Giuseppe Cassio, La imago patroni fra suggestioni e permanenze: la tavola liturgica del Vecchietta nella Cattedrale di Narni in Arte Cristiana, Anno XCVII/852, 2009.
Sotto la tempera viene custodita, in una teca reliquiaria, un'asta che faceva parte del "portanale" o "baldacchino" che riportava a Narni le reliquie del Santo trafugate nel IX secolo, ritrovata nel 1642 all'interno della sepoltura insieme al corpo di San Giovenale e ad altre reliquie.
Restauro: Ditta Roberto Saccuman e Ditta Arianova 999 di Simone Deturres, 2008, finanziato da Lions Club Narni