La lauda fu rappresentata nel 1976 nella chiesa di santa Maria Impensole dal Terziere Santa Maria e se ne conserva copia nella Biblioteca comunale G. Eroli.[1] Nel seguito si trascrive la “nota ai lettori” di cui don Gino corredò l’edizione, promemoria di molti e interessanti spunti e informazioni:
“Nel 1916 a cura della Regia Deputazione di Storia Patria per l’Umbria fu dato inizio alla pubblicazione di importantissimi documenti, i quali possono considerasi come la base su cui si è sviluppato il Teatro Italiano. Si tratta di Laudari lirici e drammatici appartenenti alle Confraternite del medioevo, che specialmente in Umbria, furono le prime a rappresentare le <<Laudi, ossia Uffici Drammatici o Devozioni>>. Queste rappresentazioni si tenevano sul sagrato delle chiese o nelle chiese stesse, sia perché come ambiente meglio si prestavano, sia perché erano considerate come una paraliturgia, che spiegava i misteri della fede o le gesta dei Santi. La <<Ripresentazione de Santo Giovinale>> presentata nella chiesa di S. Maria Impensole il 6 maggio 1976, è tratta dal codice 528 della Biblioteca Nazionale V. Emanuele di Roma, scritto nel 1405, dove sono contenute 36 rappresentazioni, composte nel sec. XIV per le Confraternite di Orvieto. Il testo originario, che si presenta frammentario, è stato rielaborato e trascritto con vari accomodamenti nella forma e l’aggiunta della parte del Presentatore e di qualche altro elemento. Il Comitato del Terziere di Santa Maria, in occasione delle manifestazioni folkloristiche della FESTA DELL’ANELLO, che si tengono in onore del Patrono S. Giovenale, ha voluto offrire un saggio della cultura di un’epoca e dei suoi contenuti, nello stesso tempo ha voluto portare il discorso sul modo di dare alla festa stessa un tono ancora più elevato sotto l’aspetto culturale. La scelta dell’argomento è stata suggerita dalla ricorrenza del XVI centenario della morte di S. Giovenale, e quindi dalla opportunità di esprimere un momento importante della storia cittadina e delle manifestazioni del culto verso il Santo Patrono, che nel Medioevo fu una delle basi fondamentali dello sviluppo della vita stessa della Città. Alla manifestazione ha partecipato il coro dei <<Cantori di Terni>> con la esecuzione di Canti Gregoriani e Laudi Medievali.” G.COTINI