Il ciclo, come testimonia un’iscrizione murata su una parete del coro delle monache posto dietro all’ altare maggiore, venne eseguito grazie al contributo di un certo Aurelio Amigazzi di Bergamo che, in cambio, nel 1606 ottenne dalle religiose il patronato dell’altare di Santa Degna (quello posto sulla parete destra della chiesa). Le storie della santa iniziano sulla parete sinistra dove nel primo riquadro è raffigurato l’Incontro tra la Giovane Margherita e il prefetto di Antiochia Olibrio; segue la scena (unica fin ora ad essere stata restaurata) con La flagellazione della santa. Il ciclo continua quindi sull’altra parete con la scena de La prova dell’olio bollente, subito a destra dell’altare maggiore, e termina con La decapitazione di Margherita, raffigurata alla destra dell’ingresso alla chiesa. Il pregevole ciclo pittorico, ancora privo di un completo e approfondito studio critico è stato portato all’attenzione del pubblico degli specialisti per la prima volta nel volume Ricerche in Umbria (1976, p. 35, p. 64, n. 1) dove si attribuisce genericamente ad un ignoto pittore di cultura romana “che, operando all’interno di un codice ancora tardomanieristico, sembra avvertire suggestioni del primo classicismo romano” (ivi, p. 35). Il primo ad avanzare per gli affreschi il nome di Antonio Circignani è stato Strinati (Recensione a Ricerche in Umbria1, in Antologia di Belle Arti, 1978, 6, p. 180).
Antonio Circignani, detto il Pomarancio, è stato un’ importante figura di artista formatosi a cavallo dei secoli XVI e XVII e con una cultura pittorica che, da una base di partenza legata alla tradizione romana di stampo manierista, si apre agli esiti del naturalismo seicentesco e caravaggesco. Figlio del pittore Niccolò Circignani da Pomarance (in Toscana), Antonio ha lavorato molto sia in Umbria che a Roma e a Firenze. In Umbria meridionale ha lasciato opere a Collescipoli e Amelia, mentre a Narni gli sono state attribuite una tela nella chiesa di Sant’Agostino (in attesa di restauro) e quella dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di San Nicola a Itieli (Ricerche in Umbria 4, 2006, p. 105, n. 201-205).