Bibliografia riguardante il Santuario
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Qui di seguito riportiamo la descrizione che Giovanni Eroli, erudito narnese, fece degli eventi relativi alla scoperta dell'immagine e alle celebrazioni per la collocazione della corona aurea nel cinquantenario della scoperta dell'Immagine . Notizie della miracolosa immagine di Maria santissima detta del PonteDiscoprimento dell'immagine
Nel mese di Marzo dell'anno 1714, essendosi portato un giovane cittadino di Narni della famiglia Fanelli, in un giorno alla caccia, e girando in cerca di uccelli alle falde del Monte S. Angelo, ove poggia il magnifico Ponte di Augusto, gli nacque la curiosità di voler vedere una grotta situata alle pendici del monte suddetto, ed aperto l'àdito, che veniva impedito da sterpi e spini, vidde non essere una grotta, come credea, formata dalla natura, ma bensì una delle antiche cappelle che si veggono nelle pubbliche strade , ove osservò in vari luoghi delle pareti esservi dipinte più sagre Imagini, ed in un angolo dirimpetto alla sudetta apertura, vidde un’Imagine di Maria ss.ma, che rendeva insieme maestà, divozione e tenerezza; sicchè dopo avervi fatta orazione, tornato in città, ne avvisò frettoloso la madre, che mossa da straordinaria divozione ivi portossi in compagna di altre pie donne, che ripulirono quel sagro luogo dalle immondizie che servivano per ricovero delle fiere. Divulgatosi in poco tempo cotesto scoprimento, corse in folla il popolo di Narni di ogni verso, a venerare la ritrovata Imagine, e molti ad essa ricorrendo per ottener grazie, istantaneamente l’ottennero. Una tal notizia non solo pervenne nelle circonvicine città, ma ancor nelle più lontane come Roma, Bologna, Marca, Romagna e Regno di Napoli, così che in pochi mesi si viddero quantità di infermi oppressi da malattie, anche incurabili, perfettamente risanati, come ne fanno testimonianza i voti in gran numero appesi alla sudetta cappella, fra i quali uno dei più stupendi fu quello di una donna di Foligno tormentata dal mal di pietra, che appena ricorse alla sudetta sagra Imagine, senza la minima operazione dei professori si sgravò della pietra la quale anche adesso si vede appesa, della grandezza di un ovo, nella cappella sudetta in attestato della grazia ottenuta. Per i continui prodigi aumentandosi il concorso del popolo, vi aumentavano ancora le offerte e limosine ed in breve tempo giunsero ad una somma si rispettabile che furno sufficienti per edificare un tempio maestoso come al presente si vede. La S. di papa Clemente XII con bolla unì la sudetta Chiesa alla Cattedrale. (continua) |